descrizione della struttura e posizione

 

Descrizione
ANTICA DIMORA LE CONTRADE
Antica Dimora le Contrade è il luogo in cui arte, storia, cultura e natura si uniscono per rendere unico il vostro soggiorno.
All'interno della Dimora si respira un'atmosfera unica, grazie ad arredi studiati per rendere l'ambiente lussuoso, armonioso, accogliente e molto romantico.
Ogni soggiorno, che sia per ammirare la magnifica campagna toscana, che sia volto a ricostruire e scoprire la storia che circonda Torrita di Siena, Antica Dimora Le Contrade si rivela il posto ideale in cui rilassarsi, meditare e ritrovare la calma e la concentrazione che a volte vengono a mancare nella vita quotidiana.

L'ambiente suggestivo, riservato ed intimo rendono la Dimora particolarmente ideale per un soggiorno romantico.
Antica Dimora Le Contrade prende il suo nome dalle otto contrade del centro abitato che ormai da decenni fanno parte del patrimonio storico e culturale del paese.
LA DIMORA
Ogni aspetto e ogni ambiente è curato con la massima attenzione rispettando l'armonia di un'antica casa del centro storico che preserva il suo vecchio sapore e le sue innegabili caratteristiche architettoniche.

L'arredamento e i comfort sono stati particolarmente selezionati per conferire sia alle aree comuni che alle camere stesse un'atmosfera unica, intima, un ambiente di lusso che vi permetterà di vivere indimenticabili momenti della vostra vita.
Le camere De Luxe

LA DIMORA  LE SUITES
Ogni camera è dedicata ad una contrada del paese, come anche la hall dedicata alla contrada di Porta Nova e la sala colazione alla contrada di Porta a Sole.
Ognuna è arredata con cura e armonia ed è corredata di tutti i comfort.
 
Distanze ed informazioni utili
 
Distanze dai principali luoghi d’interesse della zona:
 
PIENZA KM 12
MONTEPULCIANO KM 10
MONTALCINO KM 38
SIENA KM 50
CORTONA KM 35
 
LE CONTRADE E IL PALIO DEI SOMARI
Sicuramente una festa paesana, sicuramente un rito appartenente al popolo torritese che si sente unito dalla nascita alla propria contrada, il Palio è diventato negli ultimi anni un evento di particolare interesse turistico che accoglie migliaia di visitatori che oltre a godere del divertimento della corsa stessa, partecipa attivamente alla vita di contrada caratterizzata da usanze tipiche medievali, da un'atmosfera unica nel suo genere, in quanto ogni figura e ogni comparsa all'interno della festa veste rigorosamente in abbigliamento medievale.

Le varie iniziative, che si raccolgono nel mese di marzo ma che si presentano comunque durante tutto l'anno, hanno contribuito ad ampliare la sfera puramente ludica e festosa per portare il Palio ad essere un evento storico dapprima ma anche un momento di vita per ripercorrere le usanze, per degustare prodotti tipici e offrire anche al turista un' emozione unica, divertente e di rievocazione storica.
Il Palio dei Somari è sicuramente la festa per eccellenza del popolo torritese.

Nacque nel 1966 per iniziativa di un gruppo di Torritesi che vollero creare una festa popolare in onore di San Giuseppe (patrono dei falegnami), dato che a Torrita di Siena la lavorazione del legno era ed è tutt’oggi un’attività molto diffusa. Così non poteva che chiamarsi “Palio dei Somari” in onore di San Giuseppe, il santo lavoratore.

La festa infatti doveva esaltare due componenti del lavoro dell’uomo: la fatica e la semplicità. Così, fin dalla prima edizione, che fu disputata il 19 marzo 1966 (appunto per San Giuseppe) è proprio Lui ad essere dipinto in ogni Palio.

A contendersi il Palio, cioè come vuole la tradizione senese un drappo dipinto, vi sono le otto contrade di Torrita di Siena: Porta a Pago, Porta a Sole, Porta Gavina, Porta Nova, Le Fonti, Stazione, Refenero e Cavone.

Tutte hanno i loro colori, il loro stemma, le comparse, ambientate nella metà del XV secolo e costituite dalla Dama, dal Principe, dall’Alfiere, dagli Sbandieratori e Tamburini e da una serie di altre figure impeccabilmente vestite con costumi d’epoca.

Fonte:
www.paliodeisomari.it
GLI EVENTI
Già a partire dalle prime settimane di Marzo è possibile percepire l’atmosfera ed il clima del palio: mano a mano che si avvicina il fatidico giorno, Torrita s'illumina sempre di più e le bandiere delle varie contrade sventolano appese ai lati delle strade e dei vicoli medioevali, che risuonano delle prove dei tamburini.

La settimana che precede il palio è una settimana speciale per Torrita, ricca di eventi e di iniziative: in passato nel centro storico sono stati effettuati balli medioevali, duelli tra valorosi cavalieri, esibizioni di arcieri,il volo dei falconi,spettacoli itineranti di giullari che rievocano la tipica figura ambulante che nel Medioevo si esibiva nelle piazze o nelle corti come buffone,giocoliere e cantastorie, inoltre, in quegli stessi giorni vi è sia l’apertura delle 4 taverne, denominate rispettivamente Nencia, Ponticino, Da Ghino e Pagone, gestite dalle otto contrade, dove è possibile degustare specialità toscane, come i famosi Pici della Valdichiana o la bistecca di vitello di razza chianina, sia la presentazione del palio, il quale non è nient'altro che un drappo di stoffa dipinto e che deve essere realizzato tenendo conto di alcune caratteristiche come ad esempio la presenza dell'immagine di S. Giuseppe, che l' incontro con il relativo pittore.

Tra i più noti pittori, che hanno dipinto il Palio di Torrita, spiccano i nomi di Paoli, Pogni, Bedeschi,Censini,Cantini..... Il pittore che fino ad ora ha dipinto il maggior numero di Palii è Giuliano Censini, pittore torritese di grande fama,il quale è stato anche l' autore del bellissimo palio sraordinario del giugno 2006, dedicato proprio a San Costanzo, patrono di Torrita. Da non perdere assolutamente la "festa della bandiera", che si svolge nella domenica precedente al Palio, nella quale si esibiscono sbandieratori e tamburini provenienti da tutta Italia
DINTORNI
Torrita di Siena si trova al centro di quella zona del sud senese che comprende la Val d’Orcia, la Valdichiana e, in parte marginale, le Crete Senesi.

Perciò, chi pernotta a Le Contrade, in breve tempo può raggiungere le principali città d’arte quali Siena, Firenze, Cortona, Pienza, Montepulciano, Chianciano Terme, Montalcino, San Quirico d’Orcia, Orvieto, Lago Trasimeno e le tombe Etrusche di Chiusi.

LE TERME

Pochi fiumi e molte terme per un territorio, quello compreso fra la Val d'Orcia e la Valdichiana, legatissimo alle acque che, da sempre, hanno offerto all'uomo condizioni ottimali per la vita.

La stessa Via Francigena, non a caso, snodava il suo percorso andando a sfiorare la fumante vasca di Bagno Vignoni e le “scogliere” di calcare di Bagni San Filippo: localita', già allora, frequentate da illustri personaggi e da una moltitudine infinita di pellegrini. Ogni zona ha tuttavia un rapporto diretto con le sorgenti termali: un po' dappertutto sono state rinvenute tracce di antiche terme, come a San Casciano dei Bagni e, naturalmente, a Chianciano, come dimostrano i significativi ritrovamenti di reperti provenienti da un edificio termale di epoca romana e da un tempio etrusco dedicato ad una divinità delle “acque salutari”, oggi conservati nel museo archeologico della citta'.

Dopo la caduta dell'impero romano, durante tutto l'alto medioevo, l'interesse verso le terme si affievolì, per ritornare solo nel XIV secolo e rimanere vivo e inalterato nel tempo come dimostrano le numerose strutture nate attorno alle sorgenti.
Lo stesso Fellini ha fatto crescere alberghi, parchi, negozi e luoghi di divertimento intorno alle sorgenti dell'Acqua Santa e di Sant'Elena, immortalando Chianciano Terme nel suo Otto e mezzo.

A soli tre km da Chianciano, nella frazione di Sant'Albino troviamo le Terme di Montepulciano, all'avanguardia nella ricerca e nell'applicazione delle cure termali. Spostandoci definitivamente nella Valdichiana troviamo le acque sulfuree di Rapolano e infine la gigantesca piscina termale di Sarteano.
LA STORIA DI TORRITA DI SIENA STORIA

Torrita di Siena ha sfruttato la propria posizione nel cuore della Valdichiana, per trasformare la sua economia, passando dall'agricoltura, un tempo unica attività della popolazione, all'industria ed all'artigianato. Aziende di piccole e medie dimensioni sono sorte velocemente a Torrita, per lo più dedite alla lavorazione del legno, alle confezioni ed ai laterizi, aumentando la potenzialità del piccolo ma operoso comune.

Le prime notizie storiche su Torrita di Siena risalgono al XI secolo, infatti il nome appare per la prima volta in un codice amiatino del 1037. All'inizio del 1200 fu Castello sotto il dominio della Repubblica Senese, che lo tenne nei secoli successivi, nonostante i tentativi di presa di potere da parte di Montepulciano.

Baluardo avanzato di Siena, data la sua posizione strategica, Torrita subì numerosi assedi prima di entrare a far parte del Granducato di Toscana. Nel 1554 venne infatti definitivamente occupata da parte degli eserciti imperiali ed il suo stemma (il leone rampante con tre spighe) venne sostituito, sulla Torre del Palazzo Comunale, con quello dei Medici.

Oltre a Ghino di Tacco (della famiglia Monaceschi Pecorari - Signori della Fratta), sulla cui figura di "brigante gentiluomo" tanto si è scritto e di cui tutt'oggi si danno interpretazioni e giudizi contrastanti, Torrita di Siena ha dato i natali a Fra' Iacopo da Torrita, francescano, celebre restauratore dell'arte del mosaico, del XIII secolo. Torrita di Siena (325m.) ha un territorio di 58 Kmq. ed una popolazione di circa 7.000 abitanti.

Oltre al Capoluogo, che si articola nell'antico nucleo storico ed in una estesa parte moderna a valle, è da notare la frazione di Montefollonico, antico castello medioevale, che conserva tracce interessanti del suo passato ed aspetti paesaggistici veramente suggestivi.
ARTE

Il nucleo originario, posto su di un crinale ad assi longitudinali, è racchiuso entro i resti delle antiche mura, risalenti agli inizi del XIII secolo e restaurate più volte a seguito delle distruzioni subite. La fortificazione era coronata da nove torri quadrate su cui nel 1528, su progetto di Baldassarre Peruzzi, vengono inseriti i bastioni. La Piazza, nella sua posizione centrale rispetto all'organismo urbano cruciforme, riassumeva con i suoi edifici i tre poteri: quello militare (la Torre), quello civile (Palazzo Comunale) e quello religioso (Chiesa di SS.Flora e Lucilla).
Edifici civili e religiosi degni di nota:
Chiesa della Madonna dell'Olivo: situata su una collina di fronte a Porta a Pago e anticamente denominata Pieve di S.Costanzo, è la chiesa più antica di Torrita. Esisteva già intorno al 1000, ma alcuni storici sostengono che fu edificata sulle rovine di un tempio dedicato alla Dea Cerere. Durante i secoli ha subito numerosi restauri e modifiche;
Chiesa della Madonna delle Fonti a Giano: ubicata lungo la strada di collegamento tra Torrita di Siena e Sinalunga, questa chiesa fu costruita nel 1665, come attesta una iscrizione latina, per ricordare i prodigi avvenuti intorno all'immagine della Madonna delle Fonti, ritrovata sui resti di una fonte perenne. Architettonicamente rispetta i canoni della seconda metà del 1500- inizi 1600, è a croce latina ed ha tre altari;
Chiesa della Madonna delle Nevi: eretta fuori dalle mura nel 1525, quale voto fatto dai Torritesi alla Madonna allorchè una grave pestilenza afflisse la Comunità, quasi certamente su un precedente oratorio, conserva all'interno pitture attribuite a Girolamo di Benvenuto;
Chiesa di SS.Flora e Lucilla: costituisce insieme al Palazzo Comunale il lato più antico della Piazza principale. Di stile romanico, ad una sola navata, ha una facciata di pregevole fattura e ricca di decorazioni in laterizio. All'interno sono conservate tavole su cui hanno operato artisti quali Benvenuto di Giovanni, Bartolo di Fredi, allievi del Sodoma;s
Palazzo Comunale: attuale sede del Comune di Torrita, è ubicato nella Piazza del paese, di fianco alla Chiesa di SS.Flora e Lucilla. La forma architettonica del Palazzo e della relativa Torre risale al 1200, ma nei secoli successivi ha avuto numerose modifiche.
Fu l'antico Palazzo Pretorio, dove risiedevano fin dal 1266 il Podestà e gli Ufficiali del Comune di Siena. Attiguo al Palazzo Comunale è il Teatro "Degli Oscuri", il cui nome deriva dall'Accademia che lo fondò nel XVIII secolo ed il cui stemma è visibile sulla facciata del Palazzo stesso;
Mura e Porte: quattro sono le porte di accesso al Centro Storico di cui tre di origine più antica, soprattutto Porta a Gavina, che conserva ancora un portone in legno del XIII secolo, mentre la Porta Nuova venne aperta nel tratto Ovest delle mura nel 1800;
Chiesa di S.Croce: costruita nel 1642, ha una facciata in cotto rosso, l'interno di stile barocco, presenta tre altari di cui il maggiore dedicato al Crocefisso;
Chiesa di S.Martino e di S.Costanzo: è la chiesa parrocchiale, costruita intorno al 1631 e divenuta collegiata nel 1648. Vi si conserva una campana risalente al 1454 ed un organo tardo barocco;
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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